POSTCARDS FROM GOD
“Se Dio esiste, probabilmente non parla più. Al massimo spedisce cartoline.”
Queste immagini sono fotogrammi catturati dall’alto, da una distanza che rende tutto forse più chiaro e più crudele. Le persone sono segni, errori di scala, dettagli trascurabili. Il paesaggio resta. Indifferente, enorme, indefinito.
Vaste distese d’acqua, crateri nel nulla, foreste in fiamme. Rituali, presagi, incidenti di percorso. Scene solenni che non promettono salvezza, redenzione o condanna. Forse solo una constatazione: siamo piccoli, temporanei, e ci muoviamo come se qualcuno ci stesse ancora guardando.
Dio -se mai ne esiste uno- ha perso il filo.
“If God exists, he probably no longer speaks.
At most, he sends postcards.”
These images are frames captured from above, from a distance that makes everything perhaps clearer and more cruel. People become signs, errors of scale, negligible details. The landscape remains. Indifferent, immense, undefined.
Vast stretches of water, craters in the middle of nothing, forests on fire. Rituals, omens, incidental accidents. Solemn scenes that promise no salvation, redemption, or condemnation. Perhaps only a simple observation: we are small, temporary, and we move as if someone were still watching.
God — if such a thing exists at all — has lost the thread.
Come ti disoriento l’algoritmo in tre mosse
Il giorno in cui capii che G. se n’era andato di testa
Ci sono ancora pesci luminescenti nella Senna
Un buco enorme nel bel mezzo del niente
In fondo, tutto questo freddo non lo sento
Una pura formalità
